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	<title>Avo Lazio &#187; Senza categoria</title>
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	<description>Avo Regionale del Lazio</description>
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		<title>Solitudine e isolamento, alla Casa della Comunità Eroi a Roma l&#8217;antidoto è l&#8217;auto mutuo aiuto</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 14:16:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la solitudine causa 871mila decessi ogni anno ed è una delle principali sfide per la salute pubblica. Alla Casa della Comunità Eroi di Roma dieci incontri di auto-mutuo-aiuto aiutano persone con storie diverse a condividere esperienze, rafforzare le relazioni e uscire dall’isolamento. Jacopo trascorre tutto il giorno all’università in mezzo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la solitudine causa 871mila decessi ogni anno ed è una delle principali sfide per la salute pubblica. Alla Casa della Comunità Eroi di Roma dieci incontri di auto-mutuo-aiuto aiutano persone con storie diverse a condividere esperienze, rafforzare le relazioni e uscire dall’isolamento.</h3>
<p>Jacopo trascorre tutto il giorno all’università in mezzo ad altri studenti, ma si sente solo comunque. Elena non ha mai voglia di stare in compagnia, neanche il sabato sera quando tutti vogliono uscire, e continua a rifiutare gli inviti delle amiche che vorrebbero portarla in pizzeria. Sergio ha degli amici, ma ne vorrebbe di più o almeno vorrebbe starci insieme come un tempo, visto che da qualche anno sente come un blocco che gli impedisce di fare le cose da solo, perfino la spesa. Gabriella ama confrontarsi con gli altri, ma sempre più spesso si sente sola perché la stragrande maggioranza delle persone che incontra vuole parlare soltanto di «stupidaggini». Ermanno è uscito da una lunga depressione che lo ha tenuto lontano da tutti e finalmente è riuscito a vedere la luce in fondo al tunnel. Nicoletta si è separata da tanti anni e, quando è andata in pensione alla fine di una carriera intensa, si è trovata dinanzi a un tempo vuoto che non sa bene come gestire. Ci sono <strong>innumerevoli modi di soffrire di solitudine</strong> e altrettanti di isolarsi dagli altri perché, parafrasando ancora una volta l’incipit di <em>Anna Karenina</em>, se tutte le persone felici si somigliano, ciascuno è solo a modo suo.</p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Solitudine e isolamento, un problema globale che si ripercuote sui territori</strong></span></h3>
<p>A partire dalla fine di maggio un piccolo gruppo di persone si riunisce ogni due settimane nella <strong>Casa della Comunità Eroi</strong> di <a href="https://www.aslroma1.it/casedellasalute-territoriali/casa-della-comunita-eroi" target="_blank" rel="noopener"><strong>Via Fra’ Albenzio 10</strong></a>, a pochi passi dal quartiere romano di Prati, per partecipare a un ciclo di dieci incontri dal titolo <em>Come superare solitudine e isolamento nella società attuale</em>. Si tratta di <strong>un gruppo di auto mutuo aiuto</strong> voluto dalla stessa Casa della Comunità e organizzato da <strong><a href="https://www.avoroma.it/" target="_blank" rel="nofollow">Avo Roma</a> Associazione Volontari Ospedalieri</strong> per rispondere a uno dei problemi più urgenti della contemporaneità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’allarme, definendo la solitudine e l’isolamento sociale come una sfida per la salute pubblica. Tra il 2014 e il 2023, ricorda il Rapporto <em>Dalla solitudine alla connessione sociale</em> rilasciato dall’Oms lo scorso anno, la solitudine ha colpito quasi una persona su sei a livello globale, provocando circa 871mila decessi l’anno. E se il senso di solitudine colpisce soprattutto gli adolescenti e i giovani adulti, le stime suggeriscono che l’isolamento riguarda in modo particolarmente accentuato gli anziani con punte tra il 25% e il 34%. Inoltre le evidenze scientifiche, ammonisce il Rapporto, stabiliscono una correlazione tra disconnessione sociale e mortalità, attestando al tempo stesso un aumento del rischio di insorgenza di malattie coronariche e di ictus.</p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Parrella (Avo): «Nelle carceri, nelle cliniche psichiatriche, negli ospedali incontriamo ogni giorno persone sole»</strong></span></h3>
<p>«La richiesta di attivare un gruppo di auto-mutuo-aiuto sulla solitudine ci è arrivata dai responsabili della Casa della Comunità, che hanno notato come molte persone lamentassero proprio una mancanza di legami», spiega <strong>Pierpaola Parrella</strong>, vicepresidente di Avo Roma, una delle organizzazioni presenti all’interno del SAV, lo Sportello del volontariato aperto al pubblico fin dal 2017, quando la struttura era ancora una Casa della Salute. «Tutti i giorni, nella nostra attività quotidiana all’interno degli ospedali, delle cliniche psichiatriche, del carcere ci rendiamo conto di quanto le persone si sentano sole e lontane dagli altri. Il gruppo ha avuto una grande adesione, le persone hanno un reale bisogno di essere ascoltate: occorre offrire, però, un ascolto vivo, consapevole, non un ascolto frettoloso».</p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Lo psicoterapeuta Bazzoni: «I gruppi di auto-mutuo-aiuto nascono per rendere le persone protagoniste»</strong></span></h3>
<p>Nel momento in cui ha accettato la richiesta della Casa della Comunità, Parella ha voluto accertarsi che <strong>a guidare il gruppo fosse una persona di lunga esperienza</strong>. Tanti anni di impegno le hanno insegnato che un gruppo di auto-mutuo-aiuto può essere uno strumento potente, ma va gestito con cognizione di causa, evitando ogni improvvisazione. «La conduzione dei gruppi di auto-mutuo-aiuto è una pratica che ho imparato agli inizi degli anni Novanta in Trentino, seguendo uno dei corsi tenuti dal sociologo <strong>Fabio Folgheraiter</strong>, il primo a portare questa metodologia in Italia», spiega <strong>Alessandro Bazzoni</strong>, psicologo e psicoterapeuta, che conduce il gruppo insieme a <strong>Marco Pietrini</strong>. Nati nel 1935 negli Stati Uniti con il movimento degli Alcolisti Anonimi, da noi i primi gruppi arrivano a Trento nel 1995 per poi diffondersi in altre città e regioni italiane. «Siccome l’idea mi piacque molto, ho pensato di poterla esportare a Roma come modalità di gestione delle diverse patologie. Perché la filosofia dei gruppi di auto-mutuo-aiuto è proprio quella di rendere le persone protagoniste dei loro disturbi, dei loro problemi e delle loro difficoltà. Insieme, infatti, è più facile individuare le migliori modalità di gestire il problema che le accomuna, sia che si tratti di questioni fisiche come infarto, Aids, malattie autoimmuni o cardiovascolari sia che si tratti di dipendenze come l’alcolismo».</p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Solitudine e isolamento come sintomo della sofferenza </strong></span></h3>
<p>A ogni incontro i partecipanti raccontano un pezzo della loro vicenda privata prima di lasciare la parola a un’altra persona. Sono storie che <strong>partono da punti completamente diversi per approdare a un unico scoglio chiamato solitudine</strong>. Qualche volta, nei primi incontri, dietro la solitudine si intravede la tentazione dell’isolamento: la scelta di tagliare i ponti o, forse, l’incapacità di attraversarli. «La solitudine e l’isolamento possono essere il sintomo di una situazione di sofferenza personale, che va compresa nel suo giusto significato», prosegue Bazzoni. «Il <em>trait d’union</em> tra i partecipanti rimane il concetto di relazione. Non necessariamente la solitudine rappresenta qualcosa di negativo, ma se genera sofferenza la persona ha bisogno di rivedere il rapporto con sé stessa. In altre parole, questo processo richiede di lavorare su come ci si sente con sé stessi, come ci si relaziona, come si dialoga con gli altri. Insomma, tutto ci rimanda a una questione di comunicazione».</p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>Comunicare meglio per sentirsi meno soli</strong></span></h3>
<p>E <strong>una migliore comunicazione con sé stessi e con gli altri</strong>, così come la volontà di aprirsi alle relazioni, è al centro degli obiettivi della quasi totalità dei partecipanti. Nicoletta combatte contro il suo carattere chiuso e già il fatto di aver aderito a un gruppo di auto-mutuo-aiuto è segno che almeno una prima battaglia l’ha vinta. Fabiola dice di parlare troppo in un desiderio incontrollato di voler sempre aiutare gli altri: comprende che comunicare va bene, ma a volte è come se si sentisse sopraffatta. Ermanno tende a monopolizzare l’attenzione durante il gruppo e per lui la sfida è imparare ad ascoltare. Irma non è più una ragazza, ma sente ancora il bisogno di crescere come persona. Loredana avverte di essere brusca, qualche volta, e vorrebbe trovare le parole per esprimersi senza entrare in conflitto con gli altri. Grazie al supporto del gruppo e del suo conduttore, forse tra qualche mese i partecipanti riusciranno ad acquisire qualche strumento in più per vincere la solitudine e stabilire una connessione sociale, come suggerisce il rapporto dell’Oms. Ultimo avvertimento: in questo articolo i nomi sono di fantasia, ma le storie sono tutte vere.</p>
<p><a href="https://www.retisolidali.it/solitudine-isolamento-auto-mutuo-aiuto-casa-della-comunita-eroi-roma/" target="_blank">Vai all&#8217;articolo originale su Retisolidali.it</a></p>
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		<title>XXV Convegno Nazionale AVO:  “Il NOI che cura: qualità essenziali al volontario AVO”</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2026 08:27:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si inaugura il 15 maggio a Pesaro il XXV Convegno Nazionale dell’Associazione Volontari Ospedalieri (AVO), appuntamento annuale che riunisce volontari provenienti da tutta Italia in un’esperienza di confronto, formazione e condivisione. Il titolo scelto per questa edizione — “Il NOI che cura: Qualità essenziali al volontario AVO” — segna un’evoluzione significativa nell’approccio del Convegno: non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="mfp-img aligncenter" style="max-height: 740px;" src="https://federavo.it/wp-content/uploads/2026/05/AVO_Conv.26_A4_page-0001-1.jpg" alt="" />Si inaugura il 15 maggio a Pesaro il XXV Convegno Nazionale dell’Associazione Volontari Ospedalieri (AVO), appuntamento annuale che riunisce volontari provenienti da tutta Italia in un’esperienza di confronto, formazione e condivisione. Il titolo scelto per questa edizione — “Il NOI che cura: Qualità essenziali al volontario AVO” — segna un’evoluzione significativa nell’approccio del Convegno: non solo contenuti, ma un vero e proprio percorso esperienziale, centrato sulla partecipazione attiva e sull’elaborazione condivisa. Il programma introduce una formula rinnovata, con meno spazio alle relazioni frontali e maggiore attenzione allo scambio tra i partecipanti, attraverso momenti di lavoro in piccoli gruppi. Un’impostazione che mira a rafforzare l’identità del volontario AVO e a promuovere una consapevolezza più profonda del proprio ruolo. Ad aprire i lavori sarà il filosofo Paolo Ercolani, con un intervento dedicato al tema “L’era dell’Intelligenza artificiale: superumanità o fine dell’umano?”, offrendo una riflessione sul contesto contemporaneo e sul valore della dimensione umana nella relazione di cura. Il cuore del Convegno si svilupperà nella giornata di sabato, con un percorso articolato in tre dimensioni fondamentali: un animo spirituale; una appartenenza di valore; una scelta fedele. I lavori saranno introdotti dalla psicologa Elena Ricci, e proseguiranno con attività partecipative coordinate dalle Commissioni Nazionali. Nel pomeriggio, l’intervento di Carlo Andorlini offrirà uno sguardo sulle connessioni tra volontariato e salute della comunità. La giornata conclusiva vedrà il contributo di Tommaso Sardelli, dedicato al tema “Comunicare e/è curare”, seguito dalla restituzione dei lavori di gruppo e dalle conclusioni. Accanto ai momenti formativi, il Convegno propone iniziative culturali e relazionali, tra cui la premiazione del concorso “Gesti di Cura” e momenti artistici e di condivisione. In programma anche la celebrazione dei 40 anni di AVO Pesaro, testimonianza di un impegno radicato nel territorio. Nel contesto di questa edizione, il Presidente nazionale AVO ha dichiarato: “Questo Convegno nasce da un’esigenza semplice ma profonda: fermarci a riflettere su chi siamo, prima ancora che su ciò che facciamo. Essere volontari AVO significa entrare in relazione con la fragilità degli altri, ma anche con la propria, e farlo con autenticità, rispetto e presenza. Abbiamo voluto un’esperienza più partecipata, dove ciascuno possa portare qualcosa di sé e, allo stesso tempo, tornare a casa con uno sguardo nuovo. Perché il valore di AVO sta proprio in questo: costruire un “NOI” fatto di persone diverse, unite da una scelta che continua nel tempo.” Il Convegno di Pesaro rappresenta così un momento chiave per AVO: un’occasione per interrogarsi sulle proprie radici, rafforzare la qualità del servizio e rinnovare il significato del volontariato come presenza autentica accanto alle persone fragili. Per ulteriori informazioni, contattare: Francesco Colombo – segreteria@federavo.it</p>
<p><a href="https://youtube.com/@federavoonlus3713?si=6nWYdHqkFdThr8mD" target="_blank">Vai alla diretta</a></p>
<p><img class="wp-image-37171" title="A5_Programma_AVO_Cong_26 - 2 def" src="https://federavo.it/wp-content/uploads/2026/05/A5_Programma_AVO_Cong_26-2-def.jpg" alt="" width="1877" height="1326" /></p>
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		<title>Casa della comunità Eroi</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2026 08:04:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Inaugurata l’11 dicembre scorso, la struttura è aperta agli abitanti del quartiere Trionfale e alla cittadinanza. Al centro il PUA, che integra servizi sanitari e sociali e lavora in rete con le associazioni, che lì hanno creato il SAV, lo Sportello delle associazioni di volontariato. Il frutto è un luogo che è diventato  un punto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Inaugurata l’11 dicembre scorso, la struttura è aperta agli abitanti del quartiere Trionfale e alla cittadinanza. Al centro il PUA, che integra servizi sanitari e sociali e lavora in rete con le associazioni, che lì hanno creato il SAV, lo Sportello delle associazioni di volontariato. Il frutto è un luogo che è diventato  un punto di riferimento per i cittadini, che lì trovano risposte alla fragilità. In programma un ciclo di incontri per combattere la solitudine.</p>
<p><a href="https://www.retisolidali.it/casa-della-comunita-eroi-dove-la-sanita-dialoga-con-il-volontariato/" target="_blank">Vai all&#8217;articolo</a></p>
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		<title>Avo Fiumicino: Programma Corso di formazione per volontari ospedalieri</title>
		<link>https://www.avolazio.com/2015/02/avo-fiumicino-programma-corso-di-formazione-per-volontari-ospedalieri/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 12:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Avo nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[dalle Avo locali]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Programma Corso di formazione per volontari ospedalieri &#160; CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI OSPEDALIERI presso Ospedale Bambino Gesù Sede di Palidoro Aula Multimediale Le lezioni si svolgeranno tutti i sabati pomeriggio dal 7 marzo al 18 aprile 2015 Sabato 7 Marzo- ore 15,00 Carla Messano (Presidente A.V.O. Regionale Lazio) “Presentazione dell’ A.V.O. Comportamenti e norme. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="post-head text-center">
<h2 class="post-title"><a title="Permalink to Programma Corso di formazione per volontari ospedalieri" href="http://www.avofiumicino.it/?p=1369" rel="bookmark"> Programma Corso di formazione per volontari ospedalieri </a></h2>
<div class="post-type"></div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>CORSO DI FORMAZIONE PER VOLONTARI OSPEDALIERI</em></strong></p>
<p><strong><em>presso</em></strong></p>
<p>Ospedale Bambino Gesù</p>
<p>Sede di Palidoro</p>
<p><strong>Aula Multimediale</strong></p>
<p><strong>Le lezioni si svolgeranno tutti</strong> i sabati pomeriggio dal 7 marzo al 18 aprile 2015</p>
<p><strong>Sabato 7 Marzo</strong>- ore 15,00</p>
<p><strong>Carla Messano</strong></p>
<p>(Presidente A.V.O. Regionale Lazio)</p>
<p>“Presentazione dell’ A.V.O. Comportamenti e norme. Cosa significa essere volontario Avo”</p>
<p><strong>Lucia Celesti</strong></p>
<p>(Responsabile Accoglienza e Servizi per la Famiglia – Direzione Sanitaria Ospedale Bambino Gesù)</p>
<p>“L’Ospedale Bambino Gesù: da Ospedale a Rete di Ospedali”</p>
<p><em> </em> ______________________________</p>
<p><strong>Sabato 14 Marzo</strong> – ore 15,30</p>
<p><strong>Maria Stella Conte</strong></p>
<p>(Counselor pressoServizio Accoglienza e Servizi per la Famiglia – Direzione Sanitaria Ospedale Bambino Gesù )</p>
<p>“Standard di eccellenza dell’OPBG e verifiche di qualità su chi opera all’interno”</p>
<p><strong>Gloria Tontini</strong></p>
<p>(Caposala Reparto Pediatria Multispecialistica Ospedale Bambino Gesù Palidoro)</p>
<p>“Norme di igiene e profilassi. Comportamenti nell’Ospedale Pediatrico”</p>
<p>______________________________</p>
<p><strong>Sabato 21 Marzo</strong> – ore 15,30</p>
<p><strong>Enrico Castelli</strong></p>
<p>(Primario Neuroriabilitazione Ospedale Bambino Gesù Palidoro e S.Marinella)</p>
<p>“Il Reparto di Neuroriabilitazione: una realtà di sofferenza e speranza. Il ruolo del volontario”</p>
<p>_______________________________</p>
<p><strong> Sabato 28 Marzo</strong> – ore 15,30</p>
<p><strong>Mons. Domenico Giannandrea</strong></p>
<p>(Teologo e Psicologo)</p>
<p>“L’ascolto principio fondamentale del volontario. Cosa significa ascoltare. Come si ascolta. Valore terapeutico dell’ascolto”</p>
<p>__________________________________</p>
<p><strong> Sabato 11 Aprile</strong> – ore 15,30</p>
<p><strong>Caterina Geremia</strong></p>
<p>(Medico Specialista in Pediatria – Dirigente Medico di I Livello all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro)</p>
<p>“La Pediatria delle disabilità”</p>
<p><strong>Massimo Stortini</strong></p>
<p>(Neuropsichiatra – Dirigente Medico presso Neuroriabilitazione Pediatrica Ospedale Bambino Gesù di Palidoro)</p>
<p>“E’ attuale l’approccio riabilitativo ecologico nel trattamento del bambino con neurolesione del SNC nell’organizzazione ospedaliera complessa?”</p>
<p><strong>__________________________________</strong></p>
<p><strong>Sabato 18 Aprile</strong> – ore 15,30</p>
<p><strong>Luigia Benanti</strong></p>
<p>(Psicologa e volontaria Avo Roma)</p>
<p>“Essere volontari: motivazione e relazione di aiuto”</p>
<p><strong> __________________________________</strong></p>
<p>Nel corso della prima lezione è necessario presentare la seguente documentazione:</p>
<p>-   <strong>Certificato Medico</strong></p>
<p>attestante sana costituzione psicofisica.</p>
<p>-   <strong>2 fotografie</strong> formato tessera di buona qualità  e firmate sul retro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il volontario che avrà frequentato tutte le lezioni, potrà iniziare un anno di tirocinio (Socio Tirocinante), affiancato da un volontario esperto e con una nostra copertura assicurativa.</p>
<p>Al termine di questo periodo, se ritenuto idoneo, verràconfermato il suo passaggio a volontario effettivo (Socio Volontario).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>I volontari potranno scegliere di svolgere il loro servizio presso: </strong></p>
<p><strong>Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”</strong></p>
<p><strong>Sede di Palidoro o di Santa Marinella</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per iscrizioni: trovate tutte le informazioni in <a title="Diventa volontario" href="http://www.avofiumicino.it/wp/?page_id=1163">questa pagina</a></p>
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